Dalla parte del Tour

intervista a Dino De Marco

A traguardo tagliato mi sono sentito addosso una gioia immensa ma anche una grande fatica. Per qualche giorno ho avuto le gambe indolenzite. Fu una lezione di vita: le cose vanno preparate in tempo e col tempo.

Dino De Marco

Dino è sindaco di Miglianico dal 2004. Avvicinatosi alla Miglianico Tour come responsabile medico della gara ne è sempre stato coinvolto. Da sindaco ha sempre assicurato il sostegno dell’Amministrazione comunale alla manifestazione.

Quali sono le prime immagini della Miglianico Tour che ti tornano alla mente?

La memoria risale fino alle origini, ma, in tutta sincerità, devo confessare che le prime edizioni della Miglianico Tour mi hanno colto svogliato e distratto spettatore della manifestazione. Il podismo non era diffuso come ora ed io non riuscivo ad apprezzarlo e ad amarlo e, forse, neanche a comprenderlo. Lo sport era per me, come per la maggior parte dei giovani della mia generazione, essenzialmente il calcio che ho provato anche a praticare, a livello amatoriale, sempre con scarsissimi risultati.

Quando hai incominciato a sentirtene attratto?

Dopo tanti anni dalla prima edizione. Al primo periodo hanno fatto seguito diversi anni di studi universitari fuori regione: prima a Perugia e poi a Roma. La lontananza da Miglianico mi ha fatto perdere completamente ogni contatto con il Tour e un po’ anche con gli amici dell’infanzia e della gioventù. L’amore è nato al secondo incontro, era il 1985. In quell’anno ero rientrato definitivamente a Miglianico ed avevo iniziato una collaborazione che sarebbe durata a lungo con Nicola Mincone, organizzatore instancabile dell’evento. Nel frattempo, durante la mia assenza, la gara era diventata famosa e punto di riferimento per tutti gli amatori della corsa su strada. I partecipanti arrivavano non solo dalla provincia, ma da tutta la regione ed oltre. Mi chiesero di assicurare l’assistenza medica assieme al personale paramedico ed accettai con piacere. Da allora sono stato sempre presente fino al 2009.

Era scoppiato un interesse per il podismo o c’era dell’altro?

Il podismo incominciava a piacermi sempre più, ma c’era dell’altro. Erano anni molto costruttivi, anni in cui abbiamo capito la grande importanza della Miglianico Tour non solo come gara podistica, come evento sportivo di richiamo, ma anche come veicolo di promozione turistica del territorio. In quegli anni ho provato ad avvicinarmi al podismo ma, lo ammetto, senza restarne folgorato, almeno come atleta. È per questo che, in quegli anni, non ho mai partecipato come concorrente alla Miglianico Tour.

Eppure l’emozione hai voluto provarla.

Sì, nel 2004. Quando fui eletto sindaco per la prima volta. Si trattava soprattutto di mantenere una tradizione: il sindaco doveva partecipare alla gara, almeno il primo anno del proprio mandato.
Ho percorso i 9 chilometri del giro amatoriale passeggiando e chiacchierando con amici che mi sono stati vicini per tutto il tragitto.
A traguardo tagliato mi sono sentito addosso una gioia immensa ma anche una grande fatica. Per qualche giorno ho avuto le gambe indolenzite. Fu una lezione di vita: le cose vanno preparate in tempo e col tempo.

Ma nonostante il dolore alle gambe ci hai riprovato.

Dopo quella prima esperienza sono tornato al mio ruolo di assistente medico fino al 2009, quando ho partecipato di nuovo come concorrente. Anche allora si trattava di onorare la mia rielezione, la seconda, a sindaco.

Per il futuro?

Mi piacerebbe, se gli organizzatori lo vorranno, tornare a collaborare assicurando l’assistenza medica. Questo personalmente. Come sindaco non farò mancare, finché rivestirò questo ruolo, l’aiuto dell’amministrazione comunale, così come è sempre stato assicurato.

Insomma, il Tour è un investimento per Miglianico.

Eventi di questo genere e di questa portata devono essere sempre appoggiati, danno lustro e garantiscono un ritorno in termini di promozione turistica e di produzioni locali tipiche, non solo a livello provinciale o regionale, ma anche nazionale. Credo che compito di ogni amministrazione debba essere quello di mettersi a disposizione con tutti i mezzi di chiunque organizzi la Miglianico Tour.

Dino De Marco si congratula
con Daniel Limo Kiprop, vincitore dell’edizione 2007.