Un ricordo di Walter Sallustio

di Roberto Terenzio

Da qualche parte ci starà osservando facendosi delle sonore risate, come amava fare quando era di buon umore.

Walter Sallustio

Walter è venuto a mancare nel 1980. Ha ricoperto un ruolo fondamentale nella storia del Tour, dapprima come braccio destro di Terenzio poi come organizzatore. Abbiamo chiesto proprio a Roberto Terenzio, amico fraterno, di stendere una memoria che lo rammentasse a quanti lo frequentarono e lo presentasse nella giusta luce a quanti non ebbero la fortuna di incontrarlo. Come chiarisce Roberto nel testo che segue si devono a lui le intuizioni più luminose sul senso della Miglianico Tour.

Walter Sallustio è ancora insieme a noi, ne sono sicuro. Le persone come lui non ci lasciano mai. Sicuramente da qualche parte ci starà osservando facendosi delle sonore risate, come amava fare quando era di buon umore. Walter è un grande, un uomo con l’animo colmo di veri ideali, saggio e buono, esemplare unico e non schiavo del mondo che ci circonda. Una persona corretta, rispettosa e leale che forse si è solo allontanato in punta di piedi, senza far rumore per non dare fastidio.

Walter è un mio grande amico, un vero amico. Ci siamo conosciuti e compresi all’istante pur avendo due caratteri molto diversi. Io più impulsivo e frenetico, sempre assediato da problemi da risolvere di corsa, lui flemmatico e tranquillo con maggior esperienza e padrone assoluto del tempo.

Non l’ho mai visto fuori posto, i vestiti sempre in ordine, mai una parola di troppo e soprattutto mai offensivo, mai voltagabbana, mai scorretto. Orari dei suoi pasti prefissati: ore dodici e ore diciannove. Non sgarrava di un minuto. Anche nei momenti più difficili, più tesi, più importanti lui si alzava, salutava e, inutili le domande, andava a mangiare. Ma per capirci bastava uno sguardo d’intesa, un cenno con la mano.

Passavo intere giornate nel suo negozio di scarpe dove, tra un cliente e l’altro, si discuteva di politica, di filosofia, di sport e di cose concrete come l’organizzazione della Miglianico Tour. Quando il cervello cominciava a fumare, anzi un attimo prima, era solito dire “Robbè mò facciamo na mmasciate”. Partivamo con il suo mitico Maggiolino blu senza una meta, in quanto il suo unico scopo era solo quello di staccare la spina per dieci minuti e rilassarsi senza parlare e senza pensare. Poi si tornava al negozio e si ricominciava da capo.

Walter è stato un tassello fondamentale per lo sviluppo della “corsa”. È la persona che mi ha sostenuto nei primi difficili anni dell’organizzazione e che con me ha condiviso gioie e dolori, onori ed oneri. È quello che ha subito compreso le basi del mio progetto, lo sport che non crea divisioni ma che unisce favorendo lo sviluppo dei sani ideali di solidarietà, pace e rispetto tra gli uomini.

Al proposito voglio ricordare quanto da lui scritto, in qualità di Presidente del G.S. ADES, nella pubblicazione di presentazione della terza edizione:

“È in nome dello sport e di quanti ne avvertono i profondi valori umani, di fratellanza e solidarietà che il G.S. ADES organizza la 3ª Miglianico Tour. Il nostro desiderio è quello che veri campioni dell’atletica si ritrovino per una giornata a camminare, marciare o correre insieme a gente che non ha mai gareggiato. Ciò per dimostrare che l’atletica non è soltanto il simbolo della prestanza fisica, ma in essa si concentrano tutte quelle virtù che l’uomo sembra aver sepolto nell’angolo più remoto del suo animo. L’umiltà, l’amicizia, la fede e l’amore per il prossimo sono valori che devono tornare a riempire il cuore dell’uomo. Solo così facendo si potrà avere quel mondo migliore che tutti invocano, che non è impossibile né lontano perché è dentro ognuno di noi…”

Ed è incredibile come queste parole siano ancor’oggi profondamente attuali, come quelle da lui scritte nella prefazione alla pubblicazione della sesta edizione:

“…Per noi niente ha senso se non ci invita a riflettere sui problemi più acuti e cocenti della società. È un periodo questo in cui la stampa, la radio, la televisione, ci portano ogni giorno in casa l’eco allarmante delle previsioni che gli scienziati fanno sul futuro del nostro pianeta, minacciato dallo spreco indiscriminato delle risorse naturali, dalla degradazione dell’ambiente, dalla rottura dell’equilibrio ecologico. Noi non abbiamo la soluzione per sì grandi problemi, ma ci piace pensare in grande anche quando facciamo cose piccole. Noi pensiamo che fra tutti i mali di questa società, il più grave sia l’inquinamento dell’uomo, del suo cuore, del suo cervello, della sua anima. Un uomo disinquinato dall’egoismo, dall’arrivismo, dalla ricerca sfrenata di successo ad ogni costo, può risolvere qualsiasi problema…”

Walter ancor’oggi ripeterebbe le stesse parole perché la nostra società anziché migliorare è peggiorata e gli uomini sono sempre più inquinati, lontani da questi obiettivi ed incapaci di guardare dentro sé stessi per risolvere i problemi. Abbiamo bisogno di te Walter. Torna a trovarci quando vuoi.

Walter Sallustio consegna i diplomi di partecipazione ai corridori della 3ª edizione.